Fräulein Else

Fräulein Else

by Arthur Schnitzler

A young woman is contacted by her mother, begging her to save her father from debtor's jail by visiting an elderly acquaintance in order to borrow money. This novel shows how the demands of her family force Else into the realization that everything has a price and morality has a most brittle veneer.

  • Language: English
  • Category: Classics
  • Rating: 3.85
  • Pages: 112
  • Publish Date: January 1st 1998 by Pushkin Press
  • Isbn10: 1901285065
  • Isbn13: 9781901285062

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Last night I attended an unforgettable staging of this book: a dramatized version of a dialogue of a novel. The performance took place in an apartment or flat in the old part of Madrid. The audience, of twenty-five people max, was sitting around his living room and the play took place in his connected dining room. It also deals with the equivocal position of women in society where their flawed independence, their circumstantial need of money, and their sexual appeal are shuffled in different permutations to build a plot and develop themes, and thereby join the works by Henrik Ibsen, August Strindberg, and Stefan Zweig A promising young actress played the role of Elsa. She had commanded our attention by her interpretation of this peculiar genre of dialogue-novel--created by Schnitzler-- which if acted as a monologue requires the abilities of a ventriloquist.

Else stessa è disposta ad essere - così come dice lei stessa - una sgualdrina, a offrirsi spontaneamente nuda agli sguardi occasionali di due passanti davanti alla finestra della sua stanza d'albergo, oppure a immaginarsi sempre nuda sui gradini della scalinata di marmo del ricco italiano che potrebbe -sono solo immagini della sua fantasia - sposare, ma non è disposta ad accettare un ricatto che, sia pur per salvare l'onore del padre che ha contratto un debito di gioco e rischia l'arresto, il fallimento e il disonore, la vorrebbe veder rinunciare passivamente alla sua dignità di donna. Schnitzler è abilissimo nel realizzare quello che io da anni sogno di fare, attaccare una pen-drive al mio cervello per scaricare un'intera giornata di pensieri, in un flusso continuo e inarrestabile di coscienza; lui lo fa insinuandosi nella mente di Else e registrando tutti quegli sbalzi di umore che solo una situazione limite, come quella vissuta dalla giovane viennese, un essere umano può attraversare e vivere così intensamente nel passaggio che porta, come in una vertiginosa discesa delle montagne russe, dalla spensieratezza verso il delirio e la follia. Il mio primo ebook acquistato da me medesima su Amazon.it :-) Tom Cruise che tu sia maledetto: sono anni che per colpa tua e di Kubrick (ma lui lo perdono molto più volentieri) non leggevo Schnitzler!

La signorina Else è anche una figliola giudiziosa a cui viene chiesto di sacrificarsi per evitare la rovina economica della sua famiglia, viene investita di un compito che sovrasterebbe chiunque. Else è consapevole della sua bellezza, e nasconde una carica sensuale notevole, cè un lato impudico che vibra dentro il suo corpo e lattraversa, sente il fremito di una sessualità nascente, in camera si osserva e fa lamore con se stessa, nuda davanti allo specchio. Voglio essere una sgualdrina, ma non di certo una volgare prostituta Mentre Else cammina, nuda sotto il mantello, e attraversa i corridoi dellalbergo passando di salone in salone conosce il segreto che gli altri ignorano e sente la sua nudità, nascosta, come una sensazione quasi piacevole.

O forse il narratore avrebbe catalizzato la sua attenzione proprio su lei , la giovane Else, in vacanza con la zia, ragazza perspicace che fiuta la tresca del cugino con una donna sposata, ragazza conscia della propria sensualità ma libera e aperta a tutta una vita davanti. E invece no, noi lintera vicenda la leggiamo calati completamente nella mente della giovine che ci conduce, secondo la sua visuale, a conoscere una realtà triste e misera che va a incrociarsi e a scontrarsi con un meraviglioso immaginario femminile. Stupisce la capacità dellaustriaco di calarsi nella mente disinvolta di una giovane donna, nei suoi desideri e nelle sue delicate pulsioni per poi seguire il collasso parossistico di questo immaginario femminile franto contro il muro della buona società, misera, gretta, falsa.

Ognuno di noi è solo Questo racconto di Arthur Schnitzler, del 1924, introduce il lettore nei pensieri e nei sentimenti della diciannovenne Else che vive una angosciosa situazione di doppio vincolo. Se tu dici che questo bastone non è reale, ti colpisco. Il discepolo Zen potrebbe anche stendere il braccio e strappare il bastone al maestro (il quale potrebbe accettare questa risposta); ma questo non sempre è possibile a chi sta in una situazione di doppio vincolo, poiché di solito rapporti e vincoli personali lo impediscono.

Una piccola storia che non tarderà a rivelare una realtà tuttaltro che frivola e allegra, magistralmente raccontata da Arthur Schnitzler attraverso un monologo interiore molto ben riuscito; in esso, tutti i pensieri, i sogni, le illusioni della protagonista, sullo sfondo di una società decadente e ormai al tramonto. Si tratta, infatti, di quella Belle époque che la prima guerra mondiale si occuperà di spazzar via relegandola in quel mondo di ieri ben caro a Stefan Zweig. Sarà proprio su questo dualismo, infatti, che lautore basa lintero bellissimo monologo interiore di Else.

La lettura inizialmente può sembrare piuttosto scomoda, perché ovviamente la scelta dell'autore implica una serie di pensieri tra loro spesso sconnessi, ma a mio parere l'impresa è riuscita e dopo poche pagine ci si abitua a leggere ciò che avviene nella coscienza della protagonista. La trama infatti si infittisce dopo pochissimo tempo(lo spazio temporale in cui è ambientato il romanzo è davvero breve) quando le arriva una lettera di sua madre che, dato che l'albergo è gravemente indebitato, la prega di chiedere un aiuto economico al ricco zio. Va anche ricordato che Schnitzler ebbe una fitta corrispondenza con Freud, la psicanalisi è infatti spesso presente nei libri dell'autore austriaco.

Ebbene, nello stesso anno in cui Mann esordiva con il suo capolavoro Schnitzler pubblicava un lungo racconto, Il sottotenente Gustl, feroce critica dell'imperialregio esercito, nel quale per la prima volta veniva usata, per narrare l'emblematica vicenda del protagonista, la tecnica del monologo interiore (lancio un accorato appello perché questo racconto, essenziale per capire il '900 letterario, venga riedito in Italia!). Siamo nel 1901, ben 21 anni prima dell'uscita di Ulisse e del suo stream of cosciousness, ed un allora pressoché sconosciuto medico viennese annunciava già che tutto era cambiato nel modo di scrivere, con una radicalità che sarebbe stata riconosciuta solo alcuni decenni dopo. E' una sorta, cinematograficamente parlando, di lunghissimo e ininterrotto piano sequenza, fatto di frasi brevi, i pensieri di Else, che divengono sempre più convulse e contraddittorie via via che la sua vicenda assume le tinte del dramma; le frasi dette dagli altri personaggi sono sempre e solo quelle ascoltate da Else, ed è lei, attraverso i suoi pensieri e commenti interiori o attraverso le sue risposte a farci capire la situazione. Sbaglieremmo però se pensassimo che l'uso del monologo interiore serva a Schnitzler per descriverci solamente il dramma di una persona: come detto la grandezza di questo scrittore va ricercata nella sua capacità di descriverci un'epoca, una società attraverso l'analisi della psicologia dei protagonisti delle sue storie. Schnitzler scrive il racconto nel 1924, avendo passato la sessantina: mi sembra di poter dire che la società da lui descritta, almeno nei suoi tratti esteriori, fosse già stata spazzata via dalla guerra, appartenesse ad un'epoca che, seppure di pochi decenni prima, fosse completamente diversa. Ebbene, lo stile desueto di traduzione, l'italianizzazione dei nomi dei personaggi (il titolo diviene La signorina Elsa) e la prefazione di Antonio Baldini, quasi commovente nel suo ingenuo idealismo crociano, nella quale l'autore è lo Schnitzler, contribuiscono secondo me non poco al fascino sottile del libro, fascino che per me è aumentato dal fatto di trovarmi per ventura a vivere nei luoghi in cui il racconto è ambientato.

His works were often controversial, both for their frank description of sexuality (Sigmund Freud, in a letter to Schnitzler, confessed "I have gained the impression that you have learned through intuition though actually as a result of sensitive introspection everything that I have had to unearth by laborious work on other persons")1 and for their strong stand against anti-Semitism, represented by works such as his play Professor Bernhardi and the novel Der Weg ins Freie. Schnitzler was branded as a pornographer after the release of his play Reigen, in which ten pairs of characters are shown before and after the sexual act, leading and ending with a prostitute. In the novella, Fräulein Else (1924), Schnitzler may be rebutting a contentious critique of the Jewish character by Otto Weininger (1903) by positioning the sexuality of the young female Jewish protagonist.3 The story, a first-person stream of consciousness narrative by a young aristocratic woman, reveals a moral dilemma that ends in tragedy. Professor Bernhardi, a play about a Jewish doctor who turns away a Catholic priest in order to spare a patient the realization that she is on the point of death, is his only major dramatic work without a sexual theme.