Harvesters

Harvesters

by Cesare Pavese

Prima prova narrativa di Pavese, Paesi tuoi venne pubblicato nel 1941 e suscitò immediatamente scandali in chi osteggiava ed entusiasmi in chi sosteneva quel neorealismo di cui Pavese era considerato un campione. E se oggi Paesi tuoi viene ritenuto soprattutto il primo libro che sviluppa temi squisitamente pavesiani - la solitudine, il forte legame con le proprie radici, il rapporto tra città e campagna - non si può ignorare l'influenza che esso ebbe su un'intera generazione di scrittori, affascinati dalla sua carica innovativa, a partire da Italo Calvino che scrisse: ci eravamo fatta una linea, ossia una specie di triangolo: I Malavoglia, Conversazione in Sicilia, Paesi tuoi, da cui partire.

  • Category: European Literature
  • Rating: 3.59
  • Pages: 166
  • Publish Date: 1971 by Books for Libraries Press
  • Isbn10: 0720642825
  • Isbn13: 9780720642827

Read the Book "Harvesters" Online

Cè, in Paesi tuoi tutta la forza dei rapporti umani, del rapporto con la terra, dellattaccamento ad un mondo ancestrale e primitivo che è quello delle colline piemontesi e del duro lavoro ad esse connesso; e questa forza narrativa arriva diretta a parlarmi, me ventenne, sarda, eppure mi vergogno a dirlo troppo immersa nel duemilaeundici per ricercare il punto di partenza dal quale è nata. Le donne delle colline di Pavese, le donne che abitano i tuoi paesi, ma non quelli del protagonista, sembrano fatte di terra, legate come sono ad essa, abituate come sono a dedicare unintera vita alla cura di maschi e di sementi. Sono figure taglienti, schive, silenziose una volta, maliziose unaltra, conoscitrici della vita, la accettano per come viene, seguendo le leggi del patriarcato e del duro lavoro dei campi.

Apparentemente non succede niente per buona parte dell'intreccio, ma è solo un'impressione data dalla ciclicità del tempo rurale. Non che questa presenza sia molto forte: sembra quasi che Berto stesso venga contaminato dal ritmo rurale dei suoi ospiti, perché pone le sue domande sul passato senza insistenza, magari se capita l'argomento, e questa placidità sembra quasi un adattamento al contesto piuttosto che paura della verità. Berto cerca la verità nascosta dietro l'inimicizia tra Talino e Gisella, ma anche quando la intuisce sembra allarmarsi solo a tratti, schiacciato da una realtà in cui tutti tacciono e fingono di non vedere che i covoni. Solo alla fine Berto si rende conto del peso che il silenzio ha sull'esistenza rurale e sulla sua tragicità, e che ha schiacciato suo malgrado anche lui che, forse, avrebbe potuto fare qualcosa se non si fosse lasciato contagiare dalla reticenza della famiglia Vinverra. Ho ancora davanti agli occhi l'immagine di Talino che dorme alla stazione accucciato sul suo fagotto, mentre aspetta l'arrivo di Berto: sembra quasi un bambino abbandonato a sé, e un bambino non può essere altro che innocente. Inizialmente Berto ragiona come tutti i cittadini, guardando alla campagna con nervosismo solo perché vi mancano i divertimenti: non c'è biliardo, non ci sono sale da ballo, non c'è possibilità di conoscere ragazze quando uno ne ha voglia, per parlare con una donna che vive sotto il tuo stesso tetto devi allontanarti dalla casa. Forse, è anche per questo che il vero abisso tra città e campagna si mostra così nero e insuperabile, nel momento in cui Berto si trova con il viso rivolto verso lo strapiombo. La critica di Pavese sembra non rivolgersi solo alla realtà rurale, ma anche alla mentalità cittadina che pensa alla campagna solo in termini di assenza di comodità e agi, contribuendo così alla perpetuazione della tragedia. Oggi la denuncia assume il sapore del documentario, ci presenta uno spaccato della vita rurale degli anni '30, quando ancora il divario tra città e campagna era rigido come i valori tradizionali ereditati dalla notte dei tempi.

Bundan da belliydi burann köylüü: Topra ilenmi iki tepe, o kadar, bir cehennem günei topra yakyordu Pavese okumayan varsa, balasn. Yalnz öyle bir durum var, kitaptaki zaman çekimleri. talyanca aslndan çevrilmi, ingilizce çevirisini bulamadm, e talyancam da yok, o yüzden neden böyle bir durum var bir fikrim yok. ben de bi yerden sonra tüm çekimleri imdiki zaman olarak okudum ancak zorlad beni.

Paesi Tuoi Cesare Pavese Pavese sa di campagna, sa di terra che ribolle dopo una pioggia estiva, sa di grano appena mietuto, sa di brezza dagosto, sa di vita vera. Arrivavano amici e parenti da tutto il vicinato, ognuno portava qualcosa, gli uomini tagliavano il grano e le donne cucinavano e a mezzogiorno, quando sentivi le campane della chiesa battere i rintocchi, posavi la falce, i buoi, scendevi dal trattore e ti mettevi a tavola che era una festa per lo stomaco, e per il cuore.

Paesi tuoi è la storia di un'Italia che non c'è più, ma le Langhe ci sono ancora. Sono nato e cresciuto in una città, ma per mia fortuna ho vissuto per qualche mese su una fattoria sperduta in una campagna collinosa che, benché tedesca, si poteva assimilare alle case di contadini descritti da Pavese.

ama arkadalarmla konutuum kadaryla cesare pavese için çok yanl bir balangç yapmm. sanrm konu itibariyle çok ''klie'' bir olay örgüsü içerisinde olduumu hissettiim için böyle düünüyorum.

Denied an outlet for his creative powers by Fascist control of literature, Pavese translated many 20th-century American writers in the 1930s and '40s: Sherwood Anderson, Gertrude Stein, John Steinbeck, John Dos Passos, Ernest Hemingway, and William Faulkner; a 19th-century writer who influenced him profoundly, Herman Melville (one of his first translations was of Moby Dick); and the Irish novelist James Joyce. His work led to his arrest and imprisonment by the government in 1935, an experience later recalled in Il carcere (published in Prima che il gallo canti, 1949; in The Political Prisoner, 1955) and the novella Il compagno (1947; The Comrade, 1959). The bulk of Pavese's work, mostly short stories and novellas, appeared between the end of the war and his death.