Corto viaggio sentimentale

Corto viaggio sentimentale

by Italo Svevo

Sólo en 1923 con la publicación de "La conciencia di Zeno" recibió Italo Svevo (1861-1928) reconocimiento público por su enorme talento para el relato y la novela.

CORTO VIAJE SENTIMENTAL y los tres relatos que completan este volumen ("Las confesiones del viejo", "Umbertino" y "Mi ocio") se hallan teñidos además de preocupación por la vejez y la cercanía de la muerte.

  • Language: Italian
  • Category: European Literature
  • Rating: 3.42
  • Pages: 94
  • Publish Date: February 1st 2002 by Datanews
  • Isbn10: 8879811967
  • Isbn13: 9788879811965

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Un viaggio in treno da Milano a Trieste, con una piccola deviazione verso Marte, diventa per il sessantenne Giacomo Aghios loccasione di liberarsi per qualche ora della moglie un po asfissiante e del figlio un po saputello. Vedeva ogni giorno le stesse facce, sentiva le stesse parole, era obbligato agli stessi riguardi e anche alle stesse finzioni, perché egli tuttavia accarezzava sua moglie che certamente lo meritava.

Come andrà a finire la storia dei soldi che nasconde in una tasca della giacca, sul petto, lo si intuisce già dallinizio, anche se la morte in un incidente dauto colse Svevo prima di far giungere lingenuo viaggiatore ormai già derubato alla sua stazione di destinazione, e così non sappiamo come avrebbe voluto concludere la storia il suo narratore.

Si sicuramente il libro parla di molto di più di questo, il viaggio come analisi dell'uomo, come introspezione dell'anima etc etc c'è anche questo si, non lo nego.

Tiene algo en su sobriedad que es gracioso, me saca risas, bueno, no soy muy de risas risas cuando leo, más como de una sonrisa y risa interna quizás, el caso es que me parece divertido, aun cuando de lo que está hablando puede parecer triste. Por supuesto que tenía el afán de disimular tanto el uno como la otra, pero aún más fuerte era el de aumentarlos para sentir mejor la vida y mi pertenencia a ella.

Come il Viaggio sentimentale dellautore inglese è costituito dallinsieme delle esperienze di Yorick, il protagonista, e ciò che Yorick non vede e non filtra attraverso la sua coscienza semplicemente non esiste, così il viaggio in treno tra Milano e Trieste del Sig. Giacomo Aghios è sentimentale perché esiste solo in quanto egli, con il suo bagaglio culturale piccolo borghese, intraprendendolo lo trasforma da subito in un viaggio interiore, alla ricerca delle proprie contraddizioni, delle proprie ambiguità e della propria inettitudine (per usare un termine tipicamente sveviano), che come sempre in Svevo, diventano paradigma dellepoca e della condizione sociale dellindividuo, del carattere di tragicommedia dellesistenza borghese. Il Viaggio di Giacomo Aghios, il viaggio di Svevo è però, a differenza di quello di Yorick, un viaggio corto, e mi sembra di poter notare in quellaggettivo una sorta di deferente omaggio al grande decostruttore del romanzo settecentesco, che non a caso diviene uno dei punti di riferimento assoluti di molti grandi autori del primo novecento, in particolare quelli che più si sono confrontati con la necessità di destrutturare il romanzo ottocentesco (e tra questi vi è sicuramente lo Svevo de La coscienza di Zeno). Che il malessere di Aghios, il malessere delluomo novecentesco, sia conseguenza della struttura sociale in cui vive risulta evidente, oltre che da questo lucido accenno al ruolo della famiglia, anche da una serie di altri elementi sparsi nel racconto. Ci sono nel racconto, oltre al titolo cui ho già accennato, una serie di messaggi subliminali di grande finezza che a mio avviso devono essere colti per comprendere appieno la grandezza di uno scrittore come lo Svevo maturo. Perché Svevo ci propone come protagonista del suo racconto un triestino greco, che si chiama Santo? Sempre in tema di nomi, non deve sfuggire il fatto che anche Bacis si chiama Giacomo: egli è infatti lalter ego di Aghios, che (forse) riuscirà grazie allinconsapevole aiuto di questultimo a rompere i lacci sociali cui sembra condannato. Vi è poi lestrema finezza narrativa, mutuata dallo Sterne del Viaggio sentimentale di raccontare in terza persona un viaggio che è essenzialmente interiore, in cui non esiste o quasi un paesaggio che non sia quello dello scompartimento (con leccezione di una Venezia notturna forse a tratti troppo oleografica): sarebbe forse stato troppo facile proseguire nella prima persona utilizzata ne La coscienza di Zeno: più arduo utilizzare un io narrante che, seppure non coincidente con il protagonista, sente solo attraverso di lui. Corto viaggio sentimentale conferma quindi che, se Svevo può essere considerato in qualche modo lautore di un solo libro, questo libro egli ha saputo declinarlo in molte sfaccettature diverse, ognuna delle quali brilla di una luce propria, contribuendo ad illuminare un universo letterario da cui non si può prescindere per capire la cultura europea del 900.

A mí me gusta imaginar a Svevo como un hombre que, a pesar de los desengaños, nunca se desanimó del todo y que siguió escribiendo, más quizás por él que por publicar. Svevo siempre escribe sobre pringados que llevan una vida gris y lo hace con un estilo particular que se caracteriza por describir minuciosamente todos los detalles, incluso (o especialmente) los más banales; Svevo es un maestro a la hora de describir psicológicamente a sus personajes y lo hace siempre con un sentido del humor sutil pero delicioso. Corto viaje sentimental es un relato breve que cuenta el trayecto en tren de Milán a Trieste del señor Aghios, un hombre viejo que en esta ocasión viaja solo, que convive con su esposa como conviviría con un extraño y que tiene un hijo engreído que lo considera un pelagatos (y probablemente tenga razón). Y una vez más en Svevo la gracia de la obra está en adentrarnos en la psicología de un hombre que tiene una imagen de sí mismo distorsionada. Mi edición de Corto viaje sentimental (la de Alianza Editorial) se completa con tres relatos más (también póstumos): Las confesiones del viejo, Umbertino y Mi ocio, que en realidad he preferido al relato que da título al libro, y que en realidad tienen el mismo protagonista, de modo que más bien parecen borradores de una futura novela, que bien podría verse como una continuación de La conciencia de Zeno, porque ahora el protagonista es ya un anciano pero se ve envuelto en la misma cotidianidad y atrapado en las mismas circunstancias que Zeno.