Am Beispiel meines Bruders

Am Beispiel meines Bruders

by Uwe Timm

Durch das trauernde Nicht-Vegessen-Wollen der Mutter und das zornige Nicht-Vergessen-Können des Vaters wird er für den 1940 geborenen Autor zur mythischen Figur, ist "abwesend und doch anwesend".

Als Eltern und Schwester nicht mehr leben, kann er endlich auch darüber schreiben.

Mithilfe der Feldpostbriefe und seiner Erinnerung an die Erinnerungen der Eltern nähert er sich dem fremden Bruder.

Eigene Erinnerungen rahmen das Suchbild ein: Nazi-Größen müssen 1945 plötzlich die Straße fegen; der Vater stürzt sich, wie seine gekränkte und kranke Generation, in den "lärmenden Wiederaufbau"; die 74-jährige Mutter reist auf den Spuren des Sohnes in die Ukraine.

führte zu einer zivilen Ängstlichkeit." Oder: "Erst wenn etwas zur Sprache kommt, kann sich auch Widerspruch bilden." Ein Altachtundsechziger rekapituliert am Beispiel seines Bruders Geschichte im Kleinen und Großen, mehr wehmütig als wütend.

Wo er das Schreiben als "Notwehr" begreift, hat es dem Älteren irgendwann die Sprache verschlagen: "Hiermit schließe ich mein Tagebuch, da ich es für unsinnig halte, über so grausame Dinge, wie sie manchmal geschehen, Buch zu führen." --Patrick Fischer

  • Language: German
  • Category: European Literature
  • Rating: 3.74
  • Pages: 160
  • Publish Date: April 30th 2005 by Dt. Taschenbuch-Verl.
  • Isbn10: 3423133163
  • Isbn13: 9783423133166

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LO SGUARDO ALLONTANATO Essere sollevato in aria riso, esultanza, una gioia irrefrenabile questa sensazione accompagna il ricordo di un attimo, unimmagine la prima immagine che mi si è impressa nella mente con la quale comincia per me la consapevolezza di me stesso, la memoria È lunico ricordo di mio fratello, sedici anni più grande di me, che pochi mesi dopo venne ferito gravemente in Ucraina. Quello che Timm cerca di capire è il nocciolo della grande colpa collettiva tedesca, la responsabilità di unintera nazione: come è stato possibile? Una risposta, se tale può essere considerata, è questa: mio padre, mio fratello avrebbero dovuto sapere, secondo il significato della parola sapere, racchiuso nella radice dellantico alto tedesco wizzan, cioè scorgere, vedere. Con grande sorpresa degli ufficiali americani che li interrogavano quegli uomini non erano bruti primitivi ma persone con una cultura letteraria, filosofica e musicale, uomini si vorrebbe che non fosse così i quali ascoltavano Mozart e leggevano Hölderlin E nulla questa è la terribile conclusione non leducazione e la cultura, non la cosiddetta vita spirituale ha impedito ai carnefici di commettere le loro atrocità. Ma pure senza approdare alla soluzione, Timm non sospende il giudizio, non volta lo sguardo, la condanna del binomio ordine e obbedienza, abusata giustificazione nazionale, è assoluta: Dopo la guerra lobbligo di eseguire gli ordini lasciò in libertà gli autori dei massacri, permise che ritornassero a essere giudici, periti medici, poliziotti, professori.

Alla base dell'opera , gli scritti (diario, lettere) del fratello , arruolatosi come volontario nelle SS e morto diciannovenne sul fronte russo nel '43. L'opera è anche un resoconto sulla responsabilità delle persone comuni, oltre che ovviamente del potere, nelle tragedie della Seconda Guerra Mondiale. Com'è stato possibile che quel ragazzo trasognato, "a cui non è mai piaciuto giocare con i soldatini", si sia catapultato nel gorgo della tragedia?

È questo lunico ricordo che Uwe Timm conserva del fratello Kurdel (Karl-Heinz) di sedici anni più grande morto in Russia durante la guerra a diciannove, quando lui ne aveva solo due, dopo aver subito lamputazione delle gambe. La sua scelta è dovuta a una forma di pudore sentimentale così forte che non si può che cercare di comprendere, alla natura contraddittoria del suo percorso interiore: lui che è stato così in contrasto con il padre, arruolato nella Luftwaffe durante la guerra, lui che di questo fratello, amatissimo e idealizzato, non ricorda e non condivide la scelta di arruolarsi nelle SS-Totenkopfdivision (che come segno distintivo portavano sul berretto e sulle mostrine un teschio), lui che è legato, nonostante tutto, alla sua famiglia, le cui donne, come spesso accade, sono distanti da certe scelte e ostili alla guerra capace di portare solo morte e distruzione, dalla tenerezza di uno sguardo che arriva a posarsi fin dove lui non poteva avere coscienza di nulla. Uwe Timm che cerca di prendere le distanze da tutto ciò, più di quanto non abbia mai fatto nel suo stupore e nella sua estraneità alle scelte di padre e fratello, parlando delluno e dellaltro usando larticolo indeterminativo - Il padre, il fratello, talvolta anche la madre e la sorella - ma che spesso tradisce laffetto per tutti loro usando il pronome possessivo, la tenerezza di chi, cinquantanni dopo la fine della guerra, adulto egli stesso, si trova a cercare di comprenderne gesti, azioni, ma soprattutto, sentimenti. Ripercorre la vita della sua famiglia, quella del padre pellicciaio, mai iscritto al partito nazista, ma incapace di prenderne le distanze, dopo la guerra sempre in cerca di qualcosa che gli restituisse una promessa di futuro, la storia del suo nucleo familiare per cercare di estendere a tutta la nazione il processo attraverso il quale si è deciso di non guardare, di non vedere, di non capire.

Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Se poi è morto da eroe, in guerra, arruolato volontario in uno dei reparti più feroci delle SS non hai scampo. Sterminare tutto questo col gas è una misura igienica E un popolo cresciuto nel mito del sangue e della purezza della razza, perfino al più modesto dei paria era stato inculcato che era meglio sorvegliare con un fucile in mano il lavoro di dodici uomini inferiori piuttosto che lavorare. Nascondersi dietro agli ordini da eseguire era una scappatoia che permise alla maggior parte di non prendersi la responsabilità, di trovare delle scuse, reagendo con la pretesa saccente di avere ragione: la colpa fu degli alleatiperché gli inglesi e gli americani non avevano bombardato i binari che portavano ai Lager? Obbedire senza discutere, perché conveniva, perché era più comodo, perché era meglio non cercare guai, come si può ben comprendere dal libro di Hans Fallada Ognuno muore solo: un popolo in divisa. Avremmo dovuto chiederci dove erano finite le due famiglie ebree nostre vicine, ma non labbiamo fatto Solo una cosa ci può salvare, riflette Timm: Il coraggio di dire di no, senza il sostegno degli altri.

From that time forward, within his family, the author lived in his brother's shadow: "He accompanied me through my childhood, absent and yet present in my mother's grief, my father's doubts, the hints my parents dropped when they were talking to each other. But the author was only 3 at the time of his brother's death, and thus has just a few memories of the big brother, whose death defined his life. Roughly sixty years later, the author sets out to understand his brother's life and find out what role he may have played in Nazi war crimes -- a task which for years he had dared not tackle, in part because he did not wish to upset his mother and sister and in part because he feared that he would learn that his brother took part in the massacre at Babi Yar. The author begins the process of discovery by reading the diary that his brother kept while at the front -- one of the items returned to the family by his commander after his death. There are no mentions of "clean-up" actions or any references to Russian prisoners or to Jews: "I find no express justification of killing in my brother's diary, nothing resembling the ideological instruction given to the SS. This distinction in his brother's writings prompts the author to explore the dynamics that informed Nazi war crimes and the rationales used in the immediate postwar years to absolve oneself and one's nation of responsibility: "My father's generation, the generation of perpetrators, lived by either talking about it or saying nothing at all.

Uwe Timm was 2 years old when his brother died on the Eastern front, as part of the Waffen-SS. How could a good kid - and by extension, a country full of good people - witness all that, even if they weren't actively part of it, and choose not to see it, and later to see it as something that happened to them? Timm had to wait until the rest of his family had died to write this; not because he couldn't ask them, but because he'd already heard their answers a hundred times and they didn't tell him anything new. His father who became a bitter drunk mumbling about how they could have won the war honourably if not for Hitler, his mother who kept wondering what really happened to her son, his sister who only remembered him as a...

Ne resta alla fine l'impressione che, più ancora di tutte le cause socio/politiche, a determinare nella coscienza dei singoli la possibilità di quelle mostruosità sia stata la perdita dell' equilibrio essenziale tra maschile e femminile.

Timm started publishing in the early 1970s and became known to a larger audience in Germany after one of his children's books, Rennschwein Rudi Rüssel, was turned into a movie. His books Die Entdeckung der Currywurst (The Invention of Curried Sausage) and Am Beispiels meines Bruders (In my brother's shadow) can both be found on the syllabi of German schools. For example, a minor character like Frau Brücker from Johannisnacht is taken up as a main character in his book Die Entdeckung der Currywurst.