L'allegra apocalisse

L'allegra apocalisse

by Arto Paasilinna

E basta un'enorme sbronza collettiva a New York per i festeggiamenti del nuovo Millennio e uno sciopero dei netturbini di Manhattan a scatenare una disastrosa catastrofe ecologica.

Parigi è finita sotto sei metri d'acqua e i pesci si aggirano per le strade e i caffè di Montparnasse, a San Pietroburgo esplode una centrale nucleare, nel mondo stravolto si scatena la Terza guerra mondiale, mancano le fonti di energia e l'economia globale è crollata.

Ma in mezzo ai boschi del Kainuu, nella Finlandia centrale, Asser Toropainen, un vecchio comunista "grande bruciachiese", in punto di morte ha destinato tutti i suoi beni per costruire un tempio.

E tutt'attorno quest'improbabile santuario è cresciuta una comunità silvestre di gente laboriosa e gaudente che vive di caccia pesca e giardinaggio, in autarchia e prosperità, indifferente alla catastrofe universale.

Paasilinna non è certo il tipo da farsene un problema.

  • Language: Italian
  • Category: Fiction
  • Rating: 3.60
  • Pages: 315
  • Publish Date: January 1st 2010 by Iperborea
  • Isbn10: 8870911896
  • Isbn13: 9788870911893

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Kiriku ehitamisega kaasneb aga hulk mitmesuguseid seiku ning ümber selle hakkab aegamööda kasvama kohati üsnagi kirju, aga kuratlikult elujõuline kogukond.

Irgendwann geht die Welt im geraden Sinne des Wortes unter, die Dorfbewohner schauen gen Himmel und meinen, es ist zeit weiterhin fleißig zu arbeiten, damit das Dorf weiter gedeiht.

A sa mort, Asser Toropainen, "grand brûleur d'églises", bouffe-curés, communiste, lègue une somme importante pour fonder une église.

Qualsiasi evento non sarà in grado di smuovere il destino di questa piccola e ostinata comunità dai suoi binari verso una felice tranquillità.

Suite au décès de son grand-père, un ancien militant de gauche et brûleur d'église notoire, Eemeli Toropainen est chargé par ce dernier (sur son lit de mort) de créer une fondation qui aura pour objectif la construction d'une église en bois, sur les terres du défunt. d'abord parce que l'église de Finlande ne veut pas de cette construction (vu qu'il faudrait créer une nouvelle paroisse), et les autorités locales non plus. La grande force de ce roman, c'est de réussir à relater tout cela en restant presque exclusivement centré sur le coin de Finlande où se déroule l'action d'une part, et en le faisant par le biais d'un humour et d'une ironie à froid, que j'ai trouvé jubilatoire, d'autre part.

Regalo di un parente, quindi nessuna idea di chi sia l'autore o di cosa trattasse il libro. E devo dire che dal risvolto di copertina (che poi qui e' il retro :P) mi aspettavo tutt'altro!

La prosa meditativa, la complessità della trama e lumorismo benevolo che animava le pagine dellAnno si sono dissolte in una sequenza scombinata di episodi stantii, slegati fra loro, e di personaggi prevedibili, incapaci di catturare lattenzione del lettore. I due filoni - la costruzione delleden autarchico a Ukonjärvi e la spirale apocalittica che affligge il resto del mondo - non si amalgamano quasi per niente: anziché muoversi sul filo del paradosso, Paasilinna sconfina dellassurdo più banale e sembra quasi un Benni da bancarella. Già dopo il primo terzo del libro, la narrazione procede a casaccio, senza un vero filo conduttore; i personaggi scadono al rango di macchiette e alcuni episodi si ripetono più volte con lo stesso esito (ad es., i problemi burocratici affrontati da Eemeli). Lautore getta uno sguardo nel futuro e arriva a narrare i primi 25 anni del nuovo millennio, fra catastrofi nucleari, tsunami di spazzatura, collasso delle megalopoli e bombardamenti, fino allinevitabile cometa che segna lomega della storia. Mentre leggevo le ultime pagine, mi sono chiesto che libro avrei letto se Paasilinna avesse narrato la storia di Asser, il grande bruciachiese, anziché quella del nipote: mi sarebbe piaciuto davvero scoprire come si era conquistato quella fama e che cosa aveva fatto durante la sua vita di bolscevico anticlericale.

Ce livre est complètement loufoque, les événements s'enchaînent tous plus aberrants les uns que les autres.