Caro Michele

Caro Michele

by Natalia Ginzburg

La famiglia è distrutta, i personaggi sono dispersi, divisi dall'incomunicabilita e destinati alla solitudine, Michele, il figlio, e lontano rispetto alla madre che gli scrive, ma non solo fisicamente, anzi principalmente nelle idee, nelle esigenze, nei dolori.

  • Language: Italian
  • Category: European Literature
  • Rating: 3.78
  • Pages: 186
  • Publish Date: April 28th 2002 by Einaudi
  • Isbn10: 8806159615
  • Isbn13: 9788806159610

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In fondo il Michele di Io sono un autarchico (1976) e due anni dopo di Ecce bombo, e quello del romanzo della Ginzburg potrebbero essere amici, hanno la stessa età, appartengono alla stessa generazione, hanno una simile visione del mondo, entrambi potrebbero dire, o meglio, frequentare gente che dice giro, vedo gente, mi muovo, conosco, faccio delle cose, gente che sta cercando di rinnovare o soltanto afferrare la vita. Io sono un autarchico (1976): la più che condivisibile reazione di Nanni-Michele quando gli dicono che Lina Wertmüller è stata invitata a insegnare cinema allUniversità di Berkeley. Un po come lo stesso Michele, che regala il titolo al romanzo, scrive qualche lettera, cè ma è soprattutto assente: forse perché è sempre lontano dagli altri (mamma, sorelle, amici, padre che muore presto), forse perché tutti parlano sempre di lui, forse perché quel caro prima del suo nome rimarca la distanza, sottolinea che la maggior parte delle lettere è a lui indirizzata. Sarà un caso che Michele sia anche il nome del protagonista de Gli indifferenti di Alberto Moravia? Ed ecco Mara-Mariangela, personaggio che Monicelli mise al centro della narrazione, mentre nel romanzo è molto più marginale. E con lui esce presto di scena non solo la figura paterna, ma anche lunica forma di autorità: nelle pagine della Ginzburg i maschi valgono molto meno delle donne, sono le donne le vere protagoniste, anche se tutti i personaggi sembrano sostanzialmente immaturi, leggiadramente infantili. Nel mondo della Ginzburg, le donne non hanno più accanto le figure maschili forti di una volta, che le rendevano sottomesse ma anche in qualche modo rassicurate, gli uomini si sono ripiegati e scoperti fragili, le donne hanno fatto un passo avanti, e si scoprono sole. Il film di Monicelli sottolinea la distanza e lassenza di Michele, che compare solo nei ricordi della madre dopo la sua morte, e spinge sul pedale della commedia allitaliana, incluse le sue convenzioni, trasformando il personaggio di Mara, interpretato dalleccellente Mariangela Melato, nella vera protagonista del film, anche se accentuandone i tratti da macchietta. Natalia Ginzburg non fu coinvolta nella sceneggiatura e non seguì la lavorazione del film.

La prima immagine che si forma è quella della solitudine dei singoli, che non si parlano per lontananza ma anche per incapacità di stabilire una efficace comunicazione. Alla fine della storia resta solo la memoria di ciò che ormai è irrimediabilmente passato e la tristezza per ciò che poteva essere e non è stato.

Anche un volume di Caro Michele con la copertina rigida in una delle sue librerie. Caro Michele è un romanzo epistolare e a me, di solito, i romanzi epistolari non piacciono affatto. Caro Michele è stato scritto in un italiano attuale per lepoca e si sente, considerando soprattutto quanto detto prima - un romanzo epistolare prevede un italiano scritto come lessico portante della narrazione. Caro Michele è un romanzo su una famiglia che non cè più, su un figlio che non cè più, su unesplosione, che è lesplosione di un nucleo familiare. Caro Michele è un romanzo sulla solitudine in una famiglia numerosa. E lassenza è una cosa talmente tangibile per tutti, che alla fine è ciò che li lega: lassenza di Michele, in primo luogo, che non si fa mai vedere da Adriana (madre) dopo la morte del padre che è colui che lha tirato grande e che più lo amava (se si eccettua Mara, forse, ammettendo che Mara alla fine ami qualcuno o possa farlo). Alla fine avrei potuto dire: Caro Michele è un romanzo bellissimo. Ha uno strano incanto, sembra non dire mai nulla e poi dice tante cose, oppure non le dice e proprio il fatto che manchino te le fa capire, così, come se si lavorasse per sottrazione.

La experiencia se recodifica por la política, que es casi lo mismo que la muerte. La prosa de esta novela es hipnótica, creo que por la tensión que lleva entre la intuición bondadosa de lo humano y una destreza única para captar lo universal en lo particular. Habrá algo del Miguel ficcional en el Carlo Ginzburg real?

Tanto è angosciante la lettura di Caro Michele, quanto è piacevole, leggera e divertente quella di Lessico famigliare, racconto dichiaratamente autobiografico. Bastano unespressione o una parola del proprio lessico famigliare per ritrovare unità e intimità. (Certo che ci si sente di serie B a non vedere girare per casa tutti gli esponenti della cultura del proprio tempo come accade in questa famiglia....) Una famiglia muta e frantumata e unaltra ciarliera ed unita: sono due prospettive entrambe ben rappresentate per due romanzi riusciti (senza tuttavia essere capolavori).

In questo romanzo epistolare, ambientato nellItalia del 1970 e 71, Natalia Ginzburg ci offre una sfilata di personaggi stretti, chi più chi meno, nelle maglie della depressione. E soprattutto la madre di Michele, Adriana, che secondo me è un po un alter-ego dellautrice, dato che entrambe sono reduci da due matrimoni conclusi per diversi motivi.

Mara ...spero che tu sia felice, ammesso che la felicità esista.

El espacio entre una cosa y otra lo modela dibujando lo que hay afuera, relatándonos la electricidad que se mueve en el cable telefónico pero, sin embargo, nunca dejándonos escuchar lo que pasa. "Cuando a la nostalgia viene a mezclarse la repulsión, lo que ocurre es que a las personas y lugares que amamos los vemos como situados a gran distancia y los caminos para llegar a ellos se nos antojan rotos e impracticables." "Me sentía fría, tranquila y alegre.

Her novel Lessico famigliare (Family sayings) won the Strega Prize in 1963